Epilogo 1.0 Miss Oro Nero

A.A.A.
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SCONSIGLIATA
a coloro che non hanno già letto Miss Oro Nero.

 

Per chi mi segue sui social, specialmente nel mio gruppo Facebook autrice, sa che l’epilogo di Miss Oro Nero è stato a dir poco travagliato.
Non ne trovavo mai uno che mi accontentasse.
Scrivevo e cancellato.
Una tela di Penelope letteraria di prima categoria.
Dopo aver metabolizzato la storia di Kathleen e William, mi nacque l’idea di dar voce a Scarlett, ma il linguaggio era troppo forbito…
Quindi, pian piano, l’ho sistemato “favoleggiandolo”, come avete letto nella versione definitiva.
Questo che vi accingete a leggere è il primo epilogo in assoluto. Scritto di getto e poi scartato perchè Miss Oro Nero è solo il secondo capitolo di una serie bella sostanziosa: molti protagonisti, storie diverse e aggiungere altri figli non mi è sembrata una mossa vincente.
Ma Katie e William e Rettie meritavano un fagottino cioccolatoso tutto loro.

«C’era bisogno di fare una festa una settimana prima del parto?»
Pausa.
«Con tutta questa gente, poi.»
Sospirone con scuotimento di testa.
«La casa si riempirà di bacilli.»
Sbuffo sonoro.
«Marylin…» il tono di Gabriel Lawford è contrito. Esausto.
Lo sguardo che William rivolge alla suocera non è contrito, esausto, ma si sta trasformando repentinamente in gelido e incazzato.
Kathleen e William non hanno voluto il Baby Shower solo per festeggiare la famiglia che si amplia, ma soprattutto perché la richiesta è stata accettata e Scarlett è diventata a tutti gli effetti figlia di William.
«Mamma, finiscila…»
«Che succede?» la voce di Scarlett risuona nella stanza come le campane a festa. «Nonna, stai facendo la rompirazzo
«Scarlett!» la rimprovera la madre.
«Cosa vuol dire?»
Il sorriso di William  nasce lento e inesorabile. Guarda la suocera e reprime la voglia di sostituire la sua testa allo scopettone del water.
«Sostituiamo le parolacce e giochiamo con le assonanze. Vuoi provare, Marylin?»
«Ma come sei istruttivo…»
Anche un giro veloce nel tritarifiuti non sarebbe male.
«Willy?»
«Dimmi, Rettie.» L’uomo la prende in braccio.
«Perché ho l’impressione che la nonna ti stia rompendo i bidoni
William scoppia a ridere.
Marylin si indigna e lascia la stanza borbottando la maleducazione di certa gente e la sua intolleranza.
«Vado ad arginare la piena.» Suo marito la segue.
«Dovete andarci piano con lei.» Kathleen si accarezza il pancione. Esaltato da un morbido abito color corallo.
William si abbassa su sua moglie. La bacia sulle labbra e respira il suo alito appoggiando la fronte alla sua.
La adora. Semplicemente.
«Sandra Preston mi ha detto che si dice pomiciare e che un giorno lo faremo anche noi.»
William sgrana gli occhi. «Lo farai tra molto, molto tempo. Chiaro?»
Kathleen nasconde un sorriso contro il collo del marito con la certezza che gli salteranno le coronarie molto prima della pomiciata della loro primogenita.

La sala dell’appartamento sulla Quinta è pieno degli amici più cari dei Marks. Da Robert e Noah, allargandosi fino a energumeni enormi e agghindati con catene d’oro giallo grandi quanto cime di una nave, che hanno salutato Mrs. Marylin Lawford con: «Come butta, sorella?»
Non ha aperto bocca per circa un’ora. William vuole chiedere ai ragazzi se si trasferiscono da lui ogni volta che c’è sua suocera nei pressi.
Flora Higgins sorseggia il suo tè anche se l’afa dell’agosto newyorkese toglie il respiro e spedisce la pressione sanguigna sotto i piedi.
E poi le sei amazzoni… Sfacciate, spudorate, bellissime.
«Vorremmo ringraziarvi tutti per essere qui con noi» dice Kathleen sollevandosi a fatica dal divano. Intorno a lei tute, abitini, lenzuolini e qualsiasi cosa esista di rosa. «Ma oggi siamo qui anche per un altro motivo.» I bellissimi occhi verdi le si riempiono di lacrime.
«Scarlett vieni qui da noi, amore?» Anche la voce di William è carica di emozione.
Nessuno sapeva tranne Flora e Robert, quindi quando viene data la notizia dell’adozione, la stanza esplode in un coro di felicità
Scarlett abbraccia i genitori, ma poi quell’innocente sguardo azzurro si ferma in quello di William.
«So che sta arrivando Sunshine e che lei è tua figlia  biorologica . Me lo avete spiegato…»
«Tu sei davvero mia figlia, amore.» La piccola fa un sorriso timidissimo che riempie il cuore dell’uomo e fa piangere la madre di gioia.
«Posso chiamarti papà anche io?»
È stato molto difficile per William abituarsi alle emozioni che Scarlett suscita in lui. La sua innocenza lo spiazza totalmente. La sua sincerità lo colpisce in posti che non pensava neppure di avere.
È un affetto totale quello che prova per questa bambina.
Lei è sua. Come quella che sta per nascere.
L’imbarazzo viene dissipato da un coro unanime dei rapper: «Papà Jag, fratello

Ore dopo sono ancora tutti a fare baldoria, ma sull’enorme terrazzo. L’idromassaggio che Kathleen ha sempre considerato una follia inutile si sta rivelando una manna dal cielo con quella pancia enorme e il caldo opprimente.
«Kath, racconta di quando volevi farti un tatuaggio» Philip ridacchia.
Marylin geme scuotendo la testa.
«Un cavernicolo» lo offende Sophie puntandogli contro un indice.
«Voleva una cosa originale!» cerca di difendersi William stappandosi un’altra birra. Con un sorriso bacia la moglie sulla bocca. «E la formula breve del mandato di comparizione lo è, razzo, se lo è!»
La conversazione continua in un delizioso cicaleccio che sa di spontaneità, amicizia e affetto.
Quartieri alti e bassi che si sono incontrati a metà strada e hanno annullato qualsiasi idiota differenza le persone accusino esserci.
«E quindi farai un altro cesareo, Katie?» si informa Gwen.
La ragazza annuisce.
«I rischi sono troppo alti» apostrofa William a denti stretti. Sua moglie alza gli occhi al cielo e gli tira una gomitata.
«Squadra che vince non si cambia» interviene Sophie indicando Gerard, alle prese con Scarlett e Alexander nella piscina.
«Anche mamma incinta!» grida proprio lui felice. «Anche io fratello!» Olyvia ha ancora un paio di mesi davanti prima di conoscere il suo piccolo.
«Io non capisco una cosa, zia Soph e zio Gerard» Scarlett richiama l’attenzione «Mi avete spiegato che alla mamma farete un taglio e Sunshine uscirà da quel taglio, come ho fatto anche io…»
Molti adulti annuiscono.
«Ma Sandra Preston dice che il pene entra nella vagina, poi la vagina si allarga, si allarga, si allarga» enfatizza con le manine bagnate e gli occhi sgranati. L’acqua che vola ovunque.
«È in arrivo una scena esilarante per il mio prossimo romanzo.»
«Un pene quanto deve essere grande per entrare in una bagina
Il boato della risata fa offendere la bambina a cui nasce quel cipiglio accusatorio e determinato che la porterà lontano.
«Ma poi, cos’è un pene
«Un pisello» Kathleen risponde, stoica.
«Un pisello?»
«Etto, etto è pisello!» Alexander si cala il costumino e si indica in mezzo alle cosce con entrambe le mani. «Pisello mio!»
«Rimetti a posto l’artiglieria pesante, ragazzo» scherza Gerard.         «O zio Will ti farà passare un brutto quarto d’ora» finge la voce grossa dell’uomo, con il risultato che Alexander gli scoppia a ridere in faccia.
«Dovrai essere più convincente, fratello.»
Le amiche si guardano. Tutte insieme. Tutte in contemporanea. Scoppiano a ridere.
Kathleen dà una pacca sulla spalla al marito. «Quando sarà il momento non servirà neppure la formula intera dell’ordine di comparizione.»
L’uomo la fulmina. E da lì parte una diatriba infinita tra cavernicoli ed emancipate.
«È inutile che vi scaldate tanto… noi vi battiamo di astuzia» Cassandra si picchietta un dito sulla tempia.
«Non farmi essere volgare…» la ammonisce Gerard.
Scarlett in tutto questa non è ancora paga. «Sunshine sarà marrone come zia Liv o più marrone, come papà? Perché Sunshine vuol dire raggio di sole e il sole è giallo…»
Ancora una volta vengono trattenute le risate.
«Non lo sappiamo, amore. Sua madre e suo padre hanno il colore della pelle così diverso» spiega Gerard.
«Alex è…» osserva con scrupolo il bambino che la guarda con un gran sorriso e ancora memore dell’ultima discussione grida: «Pisello mio?»
Altre risate.
«Alex è più rosa che marrone…»
«Cinquanta Sfumature di Marrone» ride Olyvia «continuiamo e vi scrivo il best seller dell’anno.»
William passa un braccio sulle spalle della moglie e la tira a sé. Una luce accecante nei suoi occhi di pece. L’irascibilità che solo Kathleen riesce a domare con il suo sarcasmo.
L’amore profondo e incondizionato che nutrono l’uno per l’altro.
«Ti immagini quando saremo tutte mestruate?» scherza Katie.
L’uomo sorride sulle labbra piene e dolci come lo zucchero di sua moglie. «Chiederò asilo politico a Noah, che, misericordioso e caritatevole, mi accoglierà nella casa del Signore.»
«Sarà solo il decimo girone infernale, tranquillo» miagola con il sorriso la donna, baciandogli l’angolo sollevato della bocca.
William si guarda intorno. I loro amici, tutti. La sua nuova famiglia, inclusa la sua incontentabile suocera.
Le sue donne.
Guardò Scarlett giocare con un sorriso bellissimo.
Accarezzò il pancione e tornò nel verde incredibile di cui sono dipinti gli occhi di sua moglie.
«Sei migliore di tutta questa merda, fratello. Dimostralo» gli aveva detto Lukas prima che la sua giovane vita si spegnesse tra le sue braccia.
«Che c’è, amore?» sussurra la moglie vedendo il suo turbamento.
Lui scuote la testa e le sorride. Non avrebbe mai capito quanto grato si sente ogni volta, quanto ogni cellula del suo corpo sia completa grazie a lei.
«Grazie, Signore per avermi dato l’opportunità di dimostrarlo» prega in silenzio.
E mentre si abbassa su sua moglie per un bacio lungo, languido, umido. Non pensò a nient’altro se non al paradiso che gli è stato concesso.
Un paradiso fatto di alti, bassi. Di pianti di gioia e di dolore. Di una donna esasperante nelle sue ferree decisioni. Di un lavoro che salva donne, ma altre volte non arriva in tempo. Di capelli biondi e parole storpiate che gli fanno galoppare il cuore.
Un paradiso in terra. E lui ci sta vivendo.

6 pensieri su “Epilogo 1.0 Miss Oro Nero”

  1. Possibile che mi sia commossa ancora leggendo di loro due? Cavolo Lays, così mi prosciugherai tutta! ADORO Kath e Will ogni volta di più! <3

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